Quello che apparve agli occhi del Verrocchio era dalla descrizione del vasari "un fanciullo di 6 anni, dallo sguardo oltremodo astuto, avvolto in un camiciotto di lino con i lembi sudici".
Tacitorio aveva portato con se numerose tavole con disegni, progetti, da mostrare al maestro, ma da una cosa in particolare questi fu oltremodo colpito:
"il giovincello recava seco sorta di scultura affigurante una coppia di pudenda umane, perfettamente discolpite".
"Orsu giovine" chiese il Verrocchio " dimmi il segreto di tale perfezione in quest'opra tua".
Tacitorio rispose "Non date merito a me maestro, di cosa di cui solo natura madre è meritevole. Codesta gessea figurazione non è altro che un calco da me stesso medesimo carpito negli attimi appena sussiquenti un convegno amoroso tra il quivi presente padre mio Utone e madre Felicia".
Ancor più ammirato Verrocchio chiamò il suo assistente, Nibelungo della Favetta:
"Presto Nibelungo, riponi questa maraviglia nel forziere!"
Si dice che Nibelungo osservò attentamente il manufatto prima di rivolgersi al sommo:
"Ma maestro...nel forziere? Scusate l'ardire, ma si tratta delle sudicie vergogne di due indecorosi peccatori"
Verrocchio tuonò:
"Taci miserabile! Come osi ergerti a giudice dell'arte, tu, oh empio essere, incapace di decernere financo uno sterco immergendovi le tue sozze membra!!!!"
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